Da Nuoro alla Norvegia. L’esperienza di Gianfranca Pintus: “L’Italia ci costringe alla fuga”

 

norvegia

Gianfranca Pintus a Bergen

 

Oggi sono due mesi che vivo a Bergen: dalla Sardegna alla Norvegia.
E’ un bel salto!
Seduta al tavolo di una caffetteria di un centro commerciale mi guardo attorno e rifletto.
Lontana dalla mia terra da due mesi! Penso e ripenso, e mi perdo osservando il via vai della gente che va da un negozio all’altro o si ferma qui a bere un caffè. Penso chissà cosa fanno nella vita, chissà se hanno una famiglia, o magari studiano, o chissà se sono veramente felici visto che si dice che in Norvegia sono i più felici del mondo…chissà com’é la loro vita…

E poi penso a me, mi guardo indietro e osservo quel che è stato della mia di vita fino ad oggi; sono andata fuori casa per studiare all’università, ma restando pur sempre in Sardegna. Una laurea triennale e a seguire una laurea magistrale, più tanti sogni nel cassetto a fare da cornice. Il sogno principale? Quello di trovare un lavoro e diventare indipendente. Inizi lavoricchiando precariamente qui e la, ma ben presto ti ritrovi a scontrarti faccia a faccia con la triste realtà del mondo del lavoro. Mandi curriculum su curriculum ma non ricevi quasi mai risposta, e quando le ricevi ti senti dire che col personale sono al completo.

 Pian piano quei sogni inizi così a vederli svanire e sempre più lontani. Allora che fai? Opti per un master, e master sia! Nel mentre valuti l’idea di andare all’estero. Ci pensi e ci ripensi, e alla fine presa anche dalla delusione, dalla rabbia e dallo sconforto della situazione, decidi di fare questo passo. E cosi già da due mesi mi ritrovo a fare la ragazza alla pari in Norvegia.

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Uno scorcio della città.

 

Sono partita molto carica, con tante aspettative ma anche con alcune paure. Al gate dell’aeroporto e durante il decollo non nego il fatto che avessi le lacrime che mi rigavano il volto. Già da quel momento ti rendi conto di quanto sia doloroso lasciare la propria terra, ma ormai ci sei, non c’è più tempo per i ripensamenti, e parti per una nuova avventura.
Dopo due mesi qui in Norvegia posso dire di aver capito in pieno sulla mia pelle cosa vuol dire quando si dice che noi sardi nasciamo col marchio di fabbrica! All’inizio è tutto bellissimo, ma dopo un po’ ti ritrovi a fare i conti con lei: la nostalgia, precisamente la nostalgia della tua terra, della tua Sardegna.

Ed è cosi che inconsciamente e involontariamente ti ritrovi a paragonare qualsiasi cosa o paesaggio tu veda a ciò che i tuoi occhi sono abituati a vedere in Sardegna. Ti ritrovi anche a trovare somiglianze tra alcune strade che percorri in questa nuova terra ad altre strade che hai già percorso in Sardegna. E per quanto i posti che tu vedi siano bellissimi, stupendi e mozzafiato, alla fine il pensiero che rimbomba nella tua testa è: “si, questi posti sono stupendi, ma la mia Sardegna resta comunque più bella! La terra più bella tra le terre! Il suo fascino e la sua bellezza sono ineguagliabili!”

Ti rendi conto anche di quanti aspetti della tua terra dai per scontati fino a quando non ti allontani da lei, una di queste è il sole! Quando inizi a vivere in una città nella quale piove perennemente pensi a quanto sia bello che la tua terra sia soleggiata e con un bellissimo cielo azzurro! Anche se un bel po’ di pioggia servirebbe anche li! E in alcuni momenti di malinconia il pensiero è solo uno: “cantu mi mancasa terra mia!”

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Uno scorcio di Nuoro, città natale di Gianfranca

 

Le mancanze sono anche altre: ti mancano i genitori, tua sorella, tuo cognato, i parenti, gli amici, il nonno! Caspita quanto mi manca mio nonno! Ma per fortuna grazie alla tecnologia puoi stare sempre in contatto con tutti, anche se purtoppo il calore di un abbraccio di una persona cara non può essere sostituito da nessuna tecnologia esistente al mondo!

Ovviamente in un’esperienza fuori non c’è solo la malinconia: partire per una nuova avventura, vivere in una nuova terra a te sconosciuta, persone nuove, lingua nuova, abitudini di vita e alimentari completamente diverse dalle tue, conoscere nuovi posti…bhè…tutto questo è bellissimo! Ti arricchisce e ti fa crescere tantissimo, ed è un’esperienza che tutti dovrebbero fare! Al tempo stesso ti domandi che Paese è un Paese che non si sa tenere stretti i giovani e li costringe a scappare! Tanti, troppi giovani in fuga. Cervelli in fuga.

Una cosa però è certa: il cordone ombelicale che lega un sardo alla sua Sardegna non si taglierà mai: “Puoi togliere un sardo dalla Sardegna, ma non toglierai mai la Sardegna da un sardo!”
E se potessi scegliere tra tutti i paesi del mondo un posto nel quale vivere serenamente, e con un lavoro che ti permetta di vivere dignitosamente, la mia scelta ricadrebbe sempre sulla Sardegna, domo mea!

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Comunque il mio consiglio per tutti e sopratutto per i giovani é questo: non lasciate che la paura di lasciare la vostra terra, i vostri amici e i vostri cari vi impedisca di partire! Prendete lo zaino in spalla, salite su quell’aereo e partite! Aprite la mente, arricchitevi scoprendo nuovi posti e conoscendo nuove terre, nuove persone, nuove culture! Anche facendo un lavoro umile come la ragazza alla pari, giusto per iniziare! Se poi trovate un lavoro migliore ancora meglio!

Ammirate e apprezzate la bellezza e la maestosità dei nuovi paesaggi che vedrete, fatene tesoro, ma non dimenticate mai quali sono le vostre origini e le vostre radici! Andatene sempre fieri e portate a testa alta e con orgoglio la bandiera dei quattro mori! Potrete essere in qualsiasi parte del mondo, la Sardegna sarà sempre li ad aspettarvi a braccia aperte. Finché sentirete vivo dentro di voi questo legame ancestrale verso la vostra terra non vi sentirete mai cosi lontani e sopratutto non vi sentirete mai persi!

“Sardigna sambene meu”

 

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Gianfranca Pintus

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