Elezioni regionali: Soru è tornato, Zedda resta privilegiato, per un centrosinistra in crisi

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Renato Soru.

La colonna sonora della propiziatoria danza al buio de’ noantri già ci sarebbe: “Dancing in the dark” di Bruce Springsteen. Perché in fondo, a pensarci bene, Mr. Tiscali alias Renato Soru, a muoversi in condizioni di scarsa visibilità è abituato, anche se il terreno di gioco sono un centrosinistra e una galassia dem mai nebulosi e fallimentari come ora.

Una rinnovata pagina Facebook con tanto di impronta tradizionale e sottotitoli ai video, settimane di incontri con i fedelissimi, tavoli tematici in lungo e in largo per l’isola (l’ultimo lunedì a Nuoro per parlare di cultura): insomma, i presupposti per pensare che l’ex Governatore si stia preparando, a dire nuovamente la sua, in vista delle prossime elezioni regionali, ci sono tutti e non giungono solamente dalle voci di corridoio che si fanno sempre più assordanti. L’aria di Bruxelles e Strasburgo, all’Europarlamentare di Sanluri, risulta difatti rarefatta, come testimoniano le scarse presenze in aula e alle attività nelle commissioni, ugualmente mal sopiti gli attriti all’interno del partito. Da qui, la necessità di ricostruire in patria, anche dopo la recente sconfitta di Francesco Sanna, alla guida della segreteria Pd, la corrente soriana, ma soprattutto intralciare Massimo Zedda, finora favorito come candidato di coalizione, con il beneplacito di Renzi.

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Massimo Zedda.

Pazienza, se nel 2011, in occasione delle Comunali cagliaritane, il sito “Sardegna democratica”, affermava a dimostrare l’affinità fra i due: “Zedda? E’ il candidato di Soru”. Oggi, la lontananza di vedute è notevole e non mancano le dichiarazioni pubbliche di Soru: “Il sindaco del capoluogo la smetta di ragionare come il pizzaiolo davanti all’ospedale civile”, accusandolo, nei giorni scorsi, di campanilismo sanitario contro Monserrato. E se con Pigliaru l’amore sembra non essere mai sbocciato, non si può dire che con gran parte della Giunta regionale sia stata luna di miele: dai trasporti alla dispersione scolastica, passando per la sanità fino a giungere alla legge urbanistica. Un continuo intervallarsi di stoccate che non sono passate inosservate. Così come non risultano invisibili, le risposte minimizzanti sui social, a chi lo accusa di una campagna elettorale anticipata.

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Pigliaru e Soru ai tempi del grande amore.

Ma a stupire, sono i toni autonomistici con cui Soru parla ai potenziali elettori: uno scopo chiaro e preciso, con cui si mira, da un lato a rafforzare l’idea di un centrosinistra maggiormente identitario e dall’altro quello di sottrarre voti alle varie sigle che da Muroni a Devias, ma anche Arbau, gli eterni Oppi e Maninchedda, si stanno delineando. Tra i benpensanti, non si smette di interrogarsi su quali siano le reali intenzioni soriane. Sta il fatto, che non vi è alcuna intenzione di correre per un seggio a Roma: le noiose e sporadiche capatine nel Nord Europa, nonostante tutto, lo soddisfano meglio dei colli capitolini e a queste, come ha già annunciato alla stampa, rinuncerebbe solamente per“ben altro”.

“Nessuno è escluso”, specifica a chi gli domanda se i ronzii che aleggiano siano fondati, lasciando un misto di suspense che fa pensare, in contempo, anche ad un’inaspettata candidatura contro lo stesso Zedda. Per la sinistra defilata dal Pd, il Primo cittadino di via Roma d’altronde è un lontano compagno d’avventura, troppo vicino alle idee renziane. Lo spettacolo è iniziato, mettiamoci comodi perché l’intrattenimento si prospetta interessante.

 

Giorgio Ignazio Onano

 

Articolo pubblicato stamane dal quotidiano di informazione online “AD MAIORA MEDIA”. LEGGILO AL LINK SOTTOSTANTE:

http://sardegna.admaioramedia.it/elezioni-regionali-soru-e-tornato-zedda-resta-privilegiato-per-un-centrosinistra-in-crisi-giorgio-ignazio-onano/

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Da Nuoro alla Norvegia. L’esperienza di Gianfranca Pintus: “L’Italia ci costringe alla fuga”

 

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Gianfranca Pintus a Bergen

 

Oggi sono due mesi che vivo a Bergen: dalla Sardegna alla Norvegia.
E’ un bel salto!
Seduta al tavolo di una caffetteria di un centro commerciale mi guardo attorno e rifletto.
Lontana dalla mia terra da due mesi! Penso e ripenso, e mi perdo osservando il via vai della gente che va da un negozio all’altro o si ferma qui a bere un caffè. Penso chissà cosa fanno nella vita, chissà se hanno una famiglia, o magari studiano, o chissà se sono veramente felici visto che si dice che in Norvegia sono i più felici del mondo…chissà com’é la loro vita…

E poi penso a me, mi guardo indietro e osservo quel che è stato della mia di vita fino ad oggi; sono andata fuori casa per studiare all’università, ma restando pur sempre in Sardegna. Una laurea triennale e a seguire una laurea magistrale, più tanti sogni nel cassetto a fare da cornice. Il sogno principale? Quello di trovare un lavoro e diventare indipendente. Inizi lavoricchiando precariamente qui e la, ma ben presto ti ritrovi a scontrarti faccia a faccia con la triste realtà del mondo del lavoro. Mandi curriculum su curriculum ma non ricevi quasi mai risposta, e quando le ricevi ti senti dire che col personale sono al completo.

 Pian piano quei sogni inizi così a vederli svanire e sempre più lontani. Allora che fai? Opti per un master, e master sia! Nel mentre valuti l’idea di andare all’estero. Ci pensi e ci ripensi, e alla fine presa anche dalla delusione, dalla rabbia e dallo sconforto della situazione, decidi di fare questo passo. E cosi già da due mesi mi ritrovo a fare la ragazza alla pari in Norvegia.

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Uno scorcio della città.

 

Sono partita molto carica, con tante aspettative ma anche con alcune paure. Al gate dell’aeroporto e durante il decollo non nego il fatto che avessi le lacrime che mi rigavano il volto. Già da quel momento ti rendi conto di quanto sia doloroso lasciare la propria terra, ma ormai ci sei, non c’è più tempo per i ripensamenti, e parti per una nuova avventura.
Dopo due mesi qui in Norvegia posso dire di aver capito in pieno sulla mia pelle cosa vuol dire quando si dice che noi sardi nasciamo col marchio di fabbrica! All’inizio è tutto bellissimo, ma dopo un po’ ti ritrovi a fare i conti con lei: la nostalgia, precisamente la nostalgia della tua terra, della tua Sardegna.

Ed è cosi che inconsciamente e involontariamente ti ritrovi a paragonare qualsiasi cosa o paesaggio tu veda a ciò che i tuoi occhi sono abituati a vedere in Sardegna. Ti ritrovi anche a trovare somiglianze tra alcune strade che percorri in questa nuova terra ad altre strade che hai già percorso in Sardegna. E per quanto i posti che tu vedi siano bellissimi, stupendi e mozzafiato, alla fine il pensiero che rimbomba nella tua testa è: “si, questi posti sono stupendi, ma la mia Sardegna resta comunque più bella! La terra più bella tra le terre! Il suo fascino e la sua bellezza sono ineguagliabili!”

Ti rendi conto anche di quanti aspetti della tua terra dai per scontati fino a quando non ti allontani da lei, una di queste è il sole! Quando inizi a vivere in una città nella quale piove perennemente pensi a quanto sia bello che la tua terra sia soleggiata e con un bellissimo cielo azzurro! Anche se un bel po’ di pioggia servirebbe anche li! E in alcuni momenti di malinconia il pensiero è solo uno: “cantu mi mancasa terra mia!”

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Uno scorcio di Nuoro, città natale di Gianfranca

 

Le mancanze sono anche altre: ti mancano i genitori, tua sorella, tuo cognato, i parenti, gli amici, il nonno! Caspita quanto mi manca mio nonno! Ma per fortuna grazie alla tecnologia puoi stare sempre in contatto con tutti, anche se purtoppo il calore di un abbraccio di una persona cara non può essere sostituito da nessuna tecnologia esistente al mondo!

Ovviamente in un’esperienza fuori non c’è solo la malinconia: partire per una nuova avventura, vivere in una nuova terra a te sconosciuta, persone nuove, lingua nuova, abitudini di vita e alimentari completamente diverse dalle tue, conoscere nuovi posti…bhè…tutto questo è bellissimo! Ti arricchisce e ti fa crescere tantissimo, ed è un’esperienza che tutti dovrebbero fare! Al tempo stesso ti domandi che Paese è un Paese che non si sa tenere stretti i giovani e li costringe a scappare! Tanti, troppi giovani in fuga. Cervelli in fuga.

Una cosa però è certa: il cordone ombelicale che lega un sardo alla sua Sardegna non si taglierà mai: “Puoi togliere un sardo dalla Sardegna, ma non toglierai mai la Sardegna da un sardo!”
E se potessi scegliere tra tutti i paesi del mondo un posto nel quale vivere serenamente, e con un lavoro che ti permetta di vivere dignitosamente, la mia scelta ricadrebbe sempre sulla Sardegna, domo mea!

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Comunque il mio consiglio per tutti e sopratutto per i giovani é questo: non lasciate che la paura di lasciare la vostra terra, i vostri amici e i vostri cari vi impedisca di partire! Prendete lo zaino in spalla, salite su quell’aereo e partite! Aprite la mente, arricchitevi scoprendo nuovi posti e conoscendo nuove terre, nuove persone, nuove culture! Anche facendo un lavoro umile come la ragazza alla pari, giusto per iniziare! Se poi trovate un lavoro migliore ancora meglio!

Ammirate e apprezzate la bellezza e la maestosità dei nuovi paesaggi che vedrete, fatene tesoro, ma non dimenticate mai quali sono le vostre origini e le vostre radici! Andatene sempre fieri e portate a testa alta e con orgoglio la bandiera dei quattro mori! Potrete essere in qualsiasi parte del mondo, la Sardegna sarà sempre li ad aspettarvi a braccia aperte. Finché sentirete vivo dentro di voi questo legame ancestrale verso la vostra terra non vi sentirete mai cosi lontani e sopratutto non vi sentirete mai persi!

“Sardigna sambene meu”

 

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Gianfranca Pintus

Turismo sardo al collasso? No il vero collasso è l’assessore Argiolas.

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Il turismo sardo? “Non possiamo sopportare un carico così simile. I numeri sono troppo alti”.

Fanno discutere in queste ore,  mezza isola e non solo,  le dichiarazioni dell’assessore regionale al turismo Barbara Argiolas, rilasciate  alla Nuova Sardegna e pubblicate ieri dallo stesso quotidiano. E pazienza, se di collassi da queste parti se ne vedano tutt’altri: sanità a pezzi, scuole obsolete, crisi occupazionale, emigrazione giovanile e chi più ne ha più ne metta. Secondo la soriana di ferro, la situazione (13 milioni e mezzo di vacanzieri distribuiti sopratutto fra luglio e agosto) sarebbe ingestibile, con delle spiagge eccessivamente affollate che dovrebbero diventare a numero chiuso.

Il tutto, nonostante dei numeri più che positivi (+14% rispetto lo scorso anno) che in lungo e in largo per la regione, non si vedevano da ormai diverso tempo. Non ci vuole chissà quale curriculum, per affermare che il vero collasso sia proprio Argiolas, o più in generale la giunta Pigliaru, incapace fin dalla prima ora, non solo di far fronte alle innumerevoli problematiche nostrane, ma anche di stilare un piano turistico efficiente, esteso per 365 giorni l’anno.

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Ma a stupire è proprio il fatto, che certe dichiarazioni giungano da un membro della giunta nominato per far felice solamente una delle tante e multicolori correnti del Pd sardo. La stessa Argiolas, non è stata infatti dapprima eletta consigliere regionale (come si dovrebbe e vorrebbe) e non si capisce nemmeno chi rappresenti.

Fa sorridere l’idea di istituire il numero chiuso in svariati litorali: “Non possiamo rischiare che i nostri figli non vedano più le nostre spiagge spiega la Brambilla de noantri –  tu promuovi un’idea di spiaggia selvaggia e poi non hai un centimetro disponibile per stendere l’asciugamano si rischia l’effetto boomerang».

La limitazione sarebbe infatti da apportare (come finora è stato fatto), solamente in alcune località in cui è necessaria una preservazione dell’ambiente circostante. Delle spiagge per pochi privilegiati, che rimandano nell’immaginario collettivo ad una frontiera “turco-siriana” farebbero ridere anche i polli (con rispetto per gli anatidi dell’amministrazione dei professori).

Vada il fatto, come giustamente precisa l’assessora (nel più bel boldriniano dei termini) che si debba ragionare anche in ottiche diverse ampliando le offerte, ma certe “perle di saggezza di fine estate” si sarebbero dovuto evitare. Un adeguato corso di economia turistica non guasterebbe, conoscere le zone isolane nelle specifico, con una presenza forte ed efficace sarebbe quanto mai opportuno. Non prima di aver chiesto scusa ai sardi, agli operatori del settore, e sopratutto a quei giovani che nella “stagione estiva” vedono una boccata d’ossigeno dinanzi alla sempre più crescente disoccupazione.

 

Giorgio Ignazio Onano

 

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11 settembre 2001: il ricordo negli occhi sconvolti di un bambino di sette anni.

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Ricordo ancora come se fosse ieri quel giorno.
Ricordo di me, dei miei 7 anni di spensieratezza trascorsi giocando in salone.
Ricordo della TV accesa guardando i cartoni e delle trasmissioni interrotte immediatamente.
Un grave fatto oltre Oceano aveva scosso l’umanità: una torre gemella newyorkese era stata abbattuta da un aereo di linea dirottato da dei terroristi islamici.
Ricordo del fumo che si levava copioso nell’aria avvolgendo la città, delle fiamme immense, dei lavoratori che per non soffrire una morte imminente, venendo bruciati, si lanciavano nel vuoto.
Ricordo la disperazione di mia madre, il televisore nuovo appena montato in mattinata, ed io, che non avendo mai visto nulla di ciò, con occhi scioccati guardavo alla malvagità umana.
Mentre mamma si accingeva a chiamare babbo in ufficio, che nel giro di pochi istanti ci avrebbe raggiunto a casa, un nuovo scoppio: il secondo aereo sventra la seconda torre.
Mi vengono messe le mani davanti agli occhi.
La sofferenza per me era già abbastanza.
Di li a poche ore di distanza, gli edifici sarebbero crollati, io andato a letto con incubi per svariati giorni.
A distanza di anni, si cerca ancora una verità che scava in complotti più grandi di quanto si possa immaginare.

Chissà, se prima o poi si arriverà a ciò!  Nell’attesa di un bagliore di luce, oggi è arrivato puntuale, come sempre, l’anniversario di quel massacro.

È il momento di ricordare, pregare.
Io non dimentico.

 

Giorgio Ignazio Onano

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BELVI’, Domani musica e folklore con la III^ edizione della Rassegna “Antonio Cadau”.

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Ultimi ritocchi a Belvì, in vista dell’appuntamento di domani con la III^ edizione della Rassegna dell’organetto in memoria dell’amico Antonio Cadau.

L’evento organizzato anche quest’anno da amici, familiari e parenti, avrà inizio alle ore 18,30 presso l’anfiteatro comunale. A caratterizzarlo, la presenza di vari appassionati di tradizioni popolari, animati fra loro dall’amore per la musica e il ballo sardo.

Tra i partecipanti della serata figurano i gruppi folk di: Belvì, Aritzo e Laconi. Presenti anche vari organettisti del territorio come: Michael Fulgheri, Riccardo Sanna, Pietro Demuru, Marco Casula, Alex Agus, Giovanni Mattu e di altrettante zone dell’isola. Immancabili le coppie in costume tradizionale, i cori polifonici (“Bachis Sulis” di Aritzo), i tenores (Tenore di Lodè e Oliena “populu sardu”), i suonatori di armonica a bocca  (Simone Murgia, Andrea Fadda). Ad allietare la rassegna inoltre: la voce di Gianmichele Madeddu e le launeddas del giovanissimo Marco Porcu. Presenteranno Bachisio Cadau e Tonio Schirru.

Giorgio Ignazio Onano

Per info: https://www.facebook.com/events/1982689165283339/

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VIABILITA’, L’incompiuta Polu-Meana Sardo. Sindaco Nocco: “Provincia di Nuoro rispetti gli impegni presi”

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Un tratto della strada (Foto Giorgio Ignazio Onano)

Percorrendole quotidianamente ci si rende conto di quanto siano sempre più abbandonate a se stesse e vittime del tempo che passa, facendo pensare ad una galassia di incompiute: le arterie viarie barbaricine. Intanto, le Istituzioni statali si mostrano disinteressate, mentre cittadini e Comuni pagano per i continui disagi.

Emblematico il caso di Meana Sardo, dove non conosce sosta la battaglia per completare la strada che dal paese conduce a Polu, località lungo la provinciale 61 bis (Belvì-Atzara). Dopo anni di promesse e rassicurazioni da parte della Provincia di Nuoro (non ultima, l’avvio dell’iter per la realizzazione di un primo lotto), quella che sarebbe dovuta essere un’opera ormai conclusa, resta uno sterrato di pochi chilometri in cui le voragini la fanno da padrone. Pressoché inutili gli interventi di ripristino della viabilità effettuati ai primi del 2000: le intemperie hanno deteriorato in breve tempo il manto sabbioso, riportando la situazione ai nastri di partenza. Nel 2013, il definanziamento provinciale di un progetto di ultimazione da 2,3 milioni di euro (1.150.000 stanziati dalla Regione) e i mancati riscontri alle lettere, che, dal 2015 ad oggi, l’avvocato, incaricato dall’Amministrazione locale di richiedere un rifinanziamento, ha spedito alla Provincia nuorese. Resta il malcontento nel paese barbaricino che, con il completamento del tracciato, vedrebbe notevolmente ridotti i tempi di percorrenza verso la Barbagia di Belvì.

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Meana Sardo, una veduta del paese (immagine tratta da internet)

“Stiamo continuando la nostra pressione affinché si sblocchi quanto prima l’attuale fase di stallo. – spiega Angelo Nocco, sindaco di Meana SardoNon ne possiamo più di pagare il prezzo della malapolitica provinciale, che con l’ex presidente Deriu prima e con la gestione commissariale di ora, penalizza le zone interne. Un recente incontro, svoltosi tra il sottoscritto e i vertici dell’Assessorato regionale ai Lavori pubblici, ha confermato l’esistenza nelle casse provinciali di 471.000 euro da indirizzare all’opera. Stupisce il fatto, che alle richieste inviate a Nuoro dagli uffici cagliaritani, affinché venisse rimodulato l’accordo di programma stilato nel 1997 tra i due enti, si sia risposto parzialmente. Il Commissario, nonché ex vicepresidente Costantino Tidu, attraverso una delibera dello scorso gennaio, ha difatti reso noto di essere favorevole alla rimodulazione dell’accordo, citando però solamente la quota di finanziamento regionale. Di quella provinciale nessuna traccia. Fa rabbia il fatto che alle ulteriori richieste di allineare correttamente i patti precedentemente assunti, non sia giunta ancora nessuna risposta.”

“Spero – tuona Nocco non si tratti di una mossa politica volta a togliere una somma che ci spetta secondo atti scritti, destinandola altrove. Sarebbe grave, visto che il contributo provinciale è stato ridotto drasticamente rispetto a 1.150.000 euro previsti originariamente. Non chiediamo l’impossibile, ma bensì rivendichiamo ciò che ci è lecitamente dovuto. Siamo inoltre disponibili, al fine di velocizzare un intoppo decennale, a verificare la possibilità di gestire le fasi progettuali come Comunità montana Gennargentu-Mandrolisai. La partita è aperta e non intendiamo retrocedere di un solo millimetro. Continueremo a rivendicare i nostri diritti per abbattere un ingiusto isolamento geografico.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul giornale online “Ad Maiora Media”. Lo trovi al seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/viabilita-lincompiuta-polu-meana-sardo-sindaco-nocco-provincia-di-nuoro-rispetti-gli-impegni-presi/

ENTI LOCALI, Dopo la riforma Erriu: referendum a Seulo, mentre Seui attende un quadro più chiaro

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Seui, una veduta del paese.

Correva il gennaio del 2016 e il governatore Pigliaru e l’assessore Erriu salutavano la nuova legge regionale sugli enti locali come una vera e propria rivoluzione a costi zero, capace di tenere conto di tutte le specificità territoriali isolane. A distanza di poco più di un anno, la realtà si presenta tuttavia diversa da quella annunciata, attraverso un vero e proprio caos, dato dal moltiplicarsi degli enti intermedi con la nascita dell’area metropolitana di Cagliari e della Provincia del Sud Sardegna, passando fra aumenti dei costi, intoppi amministrativi e trasferimenti di personale.

E mentre nel Capoluogo si è già da mesi insediato il nuovo Consiglio metropolitano e tra gli ideatori del provvedimento regna la soddisfazione, a Seulo (fino al recente passato appartenente prima a Nuoro e poi a Cagliari) a farla da padrone è il malcontento per essere stati inglobati con il ‘carrozzone 2.0’ del Sud Sardegna. Perciò, l’Amministrazione comunale ha indetto un referendum (si può votare fino a sabato 18) per dare la possibilità ai cittadini di scegliere se fare ritorno con Nuoro o restare con Carbonia, sede del nuovo ente.

“Si tratta di un atto, con cui si vogliono manifestare le nostre perplessità contro la legge Erriu, capace di generare solamente una confusione totale – spiega Enrico Murgia, sindaco di SeuloCon l’attuale riforma ma anche con i provvedimenti degli anni precedenti, per i servizi da sempre presenti a Nuoro, come: Prefettura, Camera di commercio, Agenzia delle entrate e Questura, non è mai stato disposto un trasferimento di competenze né a Cagliari prima né a Carbonia ora. Quando eravamo parte integrante della provincia cagliaritana, per ogni pratica di carattere burocratico dovevano recarci a Nuoro o per il tribunale a Lanusei. Affidandoci al Sud Sardegna avverrebbe lo stesso e sarebbe pazzesco, sia per la notevole distanza chilometrica che ci lega a Carbonia, che per la mancanza di legami storici. La recente inaugurazione della sede operativa di Cagliari non cambia la situazione, in quanto gli uffici centrali sarebbero comunque nel Sulcis. Aderendo al Sud, la nostra comunità subirebbe poi un ulteriore danno economico, beneficiando di pochissime risorse, che sarebbero spartite per la maggiore tra i grossi centri del Campidano e non in modo equo come si dovrebbe e vorrebbe anche con le zone montane.”

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Seulo.

“Ai seggi – prosegue Murgia oltre ai cittadini, potranno votare solamente con carattere consultivo anche i compaesani residenti in altre zone; un modo questo, per rendere comunque tutti partecipi di una scelta così importante. Le votazioni avverranno nella sala consiliare del Municipio sia al mattino che nel pomeriggio.”

Diverso il caso di Seui, dove dopo una raccolta firme promossa dal gruppo di minoranza in Consiglio comunale e da un comitato locale, si attende un quadro più ampio e chiaro prima di convocare le urne: “Le recenti firme raccolte dalla minoranza consiliare fra la popolazione sono state solamente un atto compiuto al fine di fare opposizione – spiega il vicesindaco Manuela Lai Le adesioni non erano valide in quanto prive di autenticazione. Viste le varie richieste di spiegazioni giunte da parte dei concittadini, la nostra amministrazione ha organizzato delle assemblee pubbliche in cui è stato espresso il punto di vista sulla questione e la volontà di indire un referendum solamente quando sarà decisa la normativa regionale. Non si può fare una consultazione popolare, sulla base di una semplice e a nostro parere illegittima deliberazione di un Commissario che assegna una sede provinciale provvisoria. La riforma Erriu è in netto contrasto con quella nazionale Delrio, che vieta la formazione di nuove province e prescrive l’aggregazione fra quelle esistenti. Il Consiglio comunale ha infatti deliberato parere favorevole all’adesione a quella di Cagliari, ben diversa dal Sud Sardegna, che ci proietta invece su una realtà disagevole e un capoluogo lontano svariati chilometri da noi. L’incertezza su quale sede sia di riferimento per gli uffici territoriali più importanti ed i problemi nelle Unioni dei comuni testimoniano il disordine a 360 gradi.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online “Ad Maiora media”. Lo trovi cliccando sul seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/enti-locali-dopo-la-riforma-erriu-referendum-a-seulo-mentre-seui-attende-un-quadro-piu-chiaro/