BELVI’, Domani musica e folklore con la III^ edizione della Rassegna “Antonio Cadau”.

12194753_641980079238568_8540421357920218175_o

Ultimi ritocchi a Belvì, in vista dell’appuntamento di domani con la III^ edizione della Rassegna dell’organetto in memoria dell’amico Antonio Cadau.

L’evento organizzato anche quest’anno da amici, familiari e parenti, avrà inizio alle ore 18,30 presso l’anfiteatro comunale. A caratterizzarlo, la presenza di vari appassionati di tradizioni popolari, animati fra loro dall’amore per la musica e il ballo sardo.

Tra i partecipanti della serata figurano i gruppi folk di: Belvì, Aritzo e Laconi. Presenti anche vari organettisti del territorio come: Michael Fulgheri, Riccardo Sanna, Pietro Demuru, Marco Casula, Alex Agus, Giovanni Mattu e di altrettante zone dell’isola. Immancabili le coppie in costume tradizionale, i cori polifonici (“Bachis Sulis” di Aritzo), i tenores (Tenore di Lodè e Oliena “populu sardu”), i suonatori di armonica a bocca  (Simone Murgia, Andrea Fadda). Ad allietare la rassegna inoltre: la voce di Gianmichele Madeddu e le launeddas del giovanissimo Marco Porcu. Presenteranno Bachisio Cadau e Tonio Schirru.

Giorgio Ignazio Onano

Per info: https://www.facebook.com/events/1982689165283339/

18268560_1340777429402129_6316161107869072685_n

VIABILITA’, L’incompiuta Polu-Meana Sardo. Sindaco Nocco: “Provincia di Nuoro rispetti gli impegni presi”

thumbnail_IMG_2196

Un tratto della strada (Foto Giorgio Ignazio Onano)

Percorrendole quotidianamente ci si rende conto di quanto siano sempre più abbandonate a se stesse e vittime del tempo che passa, facendo pensare ad una galassia di incompiute: le arterie viarie barbaricine. Intanto, le Istituzioni statali si mostrano disinteressate, mentre cittadini e Comuni pagano per i continui disagi.

Emblematico il caso di Meana Sardo, dove non conosce sosta la battaglia per completare la strada che dal paese conduce a Polu, località lungo la provinciale 61 bis (Belvì-Atzara). Dopo anni di promesse e rassicurazioni da parte della Provincia di Nuoro (non ultima, l’avvio dell’iter per la realizzazione di un primo lotto), quella che sarebbe dovuta essere un’opera ormai conclusa, resta uno sterrato di pochi chilometri in cui le voragini la fanno da padrone. Pressoché inutili gli interventi di ripristino della viabilità effettuati ai primi del 2000: le intemperie hanno deteriorato in breve tempo il manto sabbioso, riportando la situazione ai nastri di partenza. Nel 2013, il definanziamento provinciale di un progetto di ultimazione da 2,3 milioni di euro (1.150.000 stanziati dalla Regione) e i mancati riscontri alle lettere, che, dal 2015 ad oggi, l’avvocato, incaricato dall’Amministrazione locale di richiedere un rifinanziamento, ha spedito alla Provincia nuorese. Resta il malcontento nel paese barbaricino che, con il completamento del tracciato, vedrebbe notevolmente ridotti i tempi di percorrenza verso la Barbagia di Belvì.

MeanaSardo2

Meana Sardo, una veduta del paese (immagine tratta da internet)

“Stiamo continuando la nostra pressione affinché si sblocchi quanto prima l’attuale fase di stallo. – spiega Angelo Nocco, sindaco di Meana SardoNon ne possiamo più di pagare il prezzo della malapolitica provinciale, che con l’ex presidente Deriu prima e con la gestione commissariale di ora, penalizza le zone interne. Un recente incontro, svoltosi tra il sottoscritto e i vertici dell’Assessorato regionale ai Lavori pubblici, ha confermato l’esistenza nelle casse provinciali di 471.000 euro da indirizzare all’opera. Stupisce il fatto, che alle richieste inviate a Nuoro dagli uffici cagliaritani, affinché venisse rimodulato l’accordo di programma stilato nel 1997 tra i due enti, si sia risposto parzialmente. Il Commissario, nonché ex vicepresidente Costantino Tidu, attraverso una delibera dello scorso gennaio, ha difatti reso noto di essere favorevole alla rimodulazione dell’accordo, citando però solamente la quota di finanziamento regionale. Di quella provinciale nessuna traccia. Fa rabbia il fatto che alle ulteriori richieste di allineare correttamente i patti precedentemente assunti, non sia giunta ancora nessuna risposta.”

“Spero – tuona Nocco non si tratti di una mossa politica volta a togliere una somma che ci spetta secondo atti scritti, destinandola altrove. Sarebbe grave, visto che il contributo provinciale è stato ridotto drasticamente rispetto a 1.150.000 euro previsti originariamente. Non chiediamo l’impossibile, ma bensì rivendichiamo ciò che ci è lecitamente dovuto. Siamo inoltre disponibili, al fine di velocizzare un intoppo decennale, a verificare la possibilità di gestire le fasi progettuali come Comunità montana Gennargentu-Mandrolisai. La partita è aperta e non intendiamo retrocedere di un solo millimetro. Continueremo a rivendicare i nostri diritti per abbattere un ingiusto isolamento geografico.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul giornale online “Ad Maiora Media”. Lo trovi al seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/viabilita-lincompiuta-polu-meana-sardo-sindaco-nocco-provincia-di-nuoro-rispetti-gli-impegni-presi/

ENTI LOCALI, Dopo la riforma Erriu: referendum a Seulo, mentre Seui attende un quadro più chiaro

Seui_0921_133200

Seui, una veduta del paese.

Correva il gennaio del 2016 e il governatore Pigliaru e l’assessore Erriu salutavano la nuova legge regionale sugli enti locali come una vera e propria rivoluzione a costi zero, capace di tenere conto di tutte le specificità territoriali isolane. A distanza di poco più di un anno, la realtà si presenta tuttavia diversa da quella annunciata, attraverso un vero e proprio caos, dato dal moltiplicarsi degli enti intermedi con la nascita dell’area metropolitana di Cagliari e della Provincia del Sud Sardegna, passando fra aumenti dei costi, intoppi amministrativi e trasferimenti di personale.

E mentre nel Capoluogo si è già da mesi insediato il nuovo Consiglio metropolitano e tra gli ideatori del provvedimento regna la soddisfazione, a Seulo (fino al recente passato appartenente prima a Nuoro e poi a Cagliari) a farla da padrone è il malcontento per essere stati inglobati con il ‘carrozzone 2.0’ del Sud Sardegna. Perciò, l’Amministrazione comunale ha indetto un referendum (si può votare fino a sabato 18) per dare la possibilità ai cittadini di scegliere se fare ritorno con Nuoro o restare con Carbonia, sede del nuovo ente.

“Si tratta di un atto, con cui si vogliono manifestare le nostre perplessità contro la legge Erriu, capace di generare solamente una confusione totale – spiega Enrico Murgia, sindaco di SeuloCon l’attuale riforma ma anche con i provvedimenti degli anni precedenti, per i servizi da sempre presenti a Nuoro, come: Prefettura, Camera di commercio, Agenzia delle entrate e Questura, non è mai stato disposto un trasferimento di competenze né a Cagliari prima né a Carbonia ora. Quando eravamo parte integrante della provincia cagliaritana, per ogni pratica di carattere burocratico dovevano recarci a Nuoro o per il tribunale a Lanusei. Affidandoci al Sud Sardegna avverrebbe lo stesso e sarebbe pazzesco, sia per la notevole distanza chilometrica che ci lega a Carbonia, che per la mancanza di legami storici. La recente inaugurazione della sede operativa di Cagliari non cambia la situazione, in quanto gli uffici centrali sarebbero comunque nel Sulcis. Aderendo al Sud, la nostra comunità subirebbe poi un ulteriore danno economico, beneficiando di pochissime risorse, che sarebbero spartite per la maggiore tra i grossi centri del Campidano e non in modo equo come si dovrebbe e vorrebbe anche con le zone montane.”

seulo

Seulo.

“Ai seggi – prosegue Murgia oltre ai cittadini, potranno votare solamente con carattere consultivo anche i compaesani residenti in altre zone; un modo questo, per rendere comunque tutti partecipi di una scelta così importante. Le votazioni avverranno nella sala consiliare del Municipio sia al mattino che nel pomeriggio.”

Diverso il caso di Seui, dove dopo una raccolta firme promossa dal gruppo di minoranza in Consiglio comunale e da un comitato locale, si attende un quadro più ampio e chiaro prima di convocare le urne: “Le recenti firme raccolte dalla minoranza consiliare fra la popolazione sono state solamente un atto compiuto al fine di fare opposizione – spiega il vicesindaco Manuela Lai Le adesioni non erano valide in quanto prive di autenticazione. Viste le varie richieste di spiegazioni giunte da parte dei concittadini, la nostra amministrazione ha organizzato delle assemblee pubbliche in cui è stato espresso il punto di vista sulla questione e la volontà di indire un referendum solamente quando sarà decisa la normativa regionale. Non si può fare una consultazione popolare, sulla base di una semplice e a nostro parere illegittima deliberazione di un Commissario che assegna una sede provinciale provvisoria. La riforma Erriu è in netto contrasto con quella nazionale Delrio, che vieta la formazione di nuove province e prescrive l’aggregazione fra quelle esistenti. Il Consiglio comunale ha infatti deliberato parere favorevole all’adesione a quella di Cagliari, ben diversa dal Sud Sardegna, che ci proietta invece su una realtà disagevole e un capoluogo lontano svariati chilometri da noi. L’incertezza su quale sede sia di riferimento per gli uffici territoriali più importanti ed i problemi nelle Unioni dei comuni testimoniano il disordine a 360 gradi.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online “Ad Maiora media”. Lo trovi cliccando sul seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/enti-locali-dopo-la-riforma-erriu-referendum-a-seulo-mentre-seui-attende-un-quadro-piu-chiaro/

SANITA’, Sospeso a Sorgono il servizio di medicina sportiva. Società calcistiche: “Ennesima tegola per il territorio”

home_2

Un luogo ormai abbandonato a se stesso, senza il minimo interesse da parte delle istituzioni regionali e statali, che continuano ad attuare tagli in nome di una logica ragionieristica. Questa la situazione subita quotidianamente dai centri della Barbagia-Mandrolisai, già vessati da una serie di problemi, causa di un sempre più marcato decadimento.

Da ultimo, a generare nuovi disagi, la sospensione del servizio di medicina sportiva all’ospedale San Camillo di Sorgono, già disponibile per un solo giorno la settimana. Un’interruzione ‘temporanea’, come fanno sapere i vertici dell’Azienda sanitaria, e derivata dalle dimissioni del medico preposto allo svolgimento della stessa funzione. Tra lunghe attese per la predisposizione di una graduatoria che affidi nuovamente l’incarico e promesse di risolvere il caso, i problemi si moltiplicano e le società calcistiche di Ovodda, Meana Sardo, Sorgono e Tonara protestano: senza gli adeguati controlli medici, gli atleti tesserati non possono difatti praticare l’attività agonistica, e l’unica soluzione certa appare quella di spostarsi in altri presidi o affidarsi a strutture private per sottoporsi alle visite di rito, ovviamente con dispendiosi costi.

“Ormai da queste parti la schiera di tagli è vasta – tuona Giuseppe Sedda, presidente della Polisportiva Ovodda Continuando di questo passo, nei prossimi anni saremo ancor più ridotti all’osso. Non vorrei, che quella che viene ribattezzata come un’interruzione momentanea diventi definitiva, per questo ci vediamo fortemente preoccupati e non abbassiamo la guardia. Lo scorso ottobre avevo prenotato per una 30ina di nostri ragazzi delle visite, suddivise in tre turni. L’ultimo era fissato per il 29 dicembre. In tale data però, abbiamo trovato la porta dell’ambulatorio chiusa, a causa dell’assenza del medico. Dinanzi a questa assurdità, non abbiamo avuto altra scelta se non quella di prenotare i giovani a Nuoro, e sospendere per protesta la partita dei giovanissimi provinciali contro il Sorgono, e quella degli allievi provinciali con il Bardia. Il tutto per lanciare un messaggio forte e deciso, capace di scuotere non solo gli animi nel panorama sportivo, ma anche fra tutta la popolazione comprensoriale. E’ impensabile, che per poter sostenere dei controlli di routine si debbano percorrere diversi chilometri e non recarsi nel nostro territorio come  finora è avvenuto.”

“Se l’attuale condizione dovesse perdurare – prosegue Sedda ci dovremo accollare delle spese non indifferenti pur di poter scendere in campo e proseguire il campionato, e il tutto potrebbe portarci a ritirarci da questo per un chiaro malcontento.  Alla luce di ciò chiediamo alla Figc Sardegna, ai sindaci e alle squadre circondariali, ma sopratutto ai cittadini di unirsi a noi in questa sacrosanta battaglia che tocca non solo gli atleti ma tutti gli utenti. L’auspicio resta che la politica mostri un impegno incisivo, contribuendo a rimettere in piedi quanto prima il servizio.”

Gli fa eco Franco Pes, presidente del Meana Sardo: “Anche la nostra compagine paga il prezzo di questo momento, trovandosi con alcuni giocatori senza gli adeguati certificati. Abbiamo per questo deciso, di associarci in una giusta mobilitazione al fine di tutelare non solo le società e i ragazzi, ma anche un servizio fondamentale per tutta la Barbagia-Mandrolisai. Domenica scorsa in accordo con il Tonara calcio non abbiamo giocato la gara dei giovanissimi provinciali. Speriamo che si giunga presto a una soluzione. Ulteriori trasferte per visite specialistiche sarebbero una mazzata. Gli organi preposti devono per questo dare delle risposte concrete e adoperarsi affinché venga fatto tutto il possibile. Ma soprattutto, le altre realtà sportive dei paesi limitrofi ci devono supportare in una sfida per il diritto alla sanità. Così come tutte le amministrazioni comunali e la popolazione. Solo uniti possiamo preservare ciò che amiamo.”

Giorgio Ignazio Onano

(Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online Admaioramedia.it)

IMG_0524

L’ospedale San Camillo di Sorgono.

TECNOLOGIA, Una start-up sarda per scoprire le truffe negli acquisti on line

14264027_10207953323732415_3418373659995292897_n

Da sx Riccardo Sanna e Antonio Masini. 

Esiste una Sardegna fatta di giovani che, nonostante le innumerevoli difficoltà, non si arrendono e creano realtà imprenditoriali. E’ l’esempio della start-up contro le truffe in rete “Certy”, fondata nel 2015 da Riccardo Sanna, 26 anni di Belvì, studente all’Istituto Europeo di Design a Cagliari, e Antonio Masini, 27 anni di Fonni, studente di Scienze della Comunicazione nell’ateneo cagliaritano. Una pensata virtuosa, capace di rappresentare un’eccellenza non solo a livello regionale ma anche nazionale, essendo la prima del suo genere in Italia. Ma soprattutto una compagine under 30, a cui si aggiungono Emanuele Sogus di Gonnosfanadiga e Marco Vacca di Nuoro, entrambi 27enni, rispettivamente studente universitario di informatica e tecnico Apple nonché responsabile dei centri Certy.

“E’ nato dal bisogno di risparmiare e sentirsi sicuri acquistando in rete spiega Riccardo Sanna, amministratore di Certy Il problema si presentava quando diversi articoli tecnologici, ma anche legati alla mia passione per la fotografia, che trovavo su vari siti risultavano di dubbia provenienza. Inoltre mancava la descrizione completa su prodotto e venditore. Partendo da queste considerazioni e con lo scopo di evitare dei raggiri, già nel 2014 ne parlai con Antonio, ora responsabile operativo, e insieme pensammo di creare un qualcosa che potesse certificare gli acquisti nel web. Prese così forma l’idea di Certy, che da poco più di un anno a questa parte è già attiva sul mercato.”

certy logo.jpg

Che difficoltà avete incontrato? 

“Varie. Quando abbiamo iniziato il nostro percorso, non abbiamo ricevuto nessun aiuto dalle istituzioni, che purtroppo mostrano poco interesse verso nuove forme di economia. Dinanzi a questi silenzi, rincuora il fatto che qualche ente regionale si stia attivando nel predisporre dei bandi ad hoc per nuove realtà. La maggior parte del sostegno è infatti di matrice privata, nonostante la nostra sia un’isola con un forte numero di start-up di ottimo livello. Nelle svolgimento delle attività, ci scontriamo tra l’altro con truffatori sempre più sofisticati nel raggiungere i loro scopi. Se prima veniva ordinato un oggetto e questo non giungeva a destinazione, ora si aggiungono anche le clonazioni delle carte di credito e la sottrazione indebita dei dati personali.”

Come funzionano i vostri servizi?

“Per ora, sono legati solamente ai telefoni Apple. Per le consulenze, ci affianchiamo ai centri della stessa azienda presenti nell’isola e in diverse zone della penisola. Ad oggi contiamo su 30 punti affiliati in tutta Italia, di cui quattro in Sardegna: due a Cagliari, uno a Sassari e uno a Olbia. Una volta trovato l’oggetto che si intende acquistare nei vari siti di vendita, si valuta il prezzo migliore e si copia il link dell’annuncio prescelto nel sito Certy. Successivamente, i consulenti del CertyPoint della città in cui si trova l’oggetto, lo controlleranno al posto dell’acquirente, verificando se è realmente un buon affare. Per chi lo desidera, i consulenti potranno anche prendersi carico dell’oggetto appena recensito, lo sigilleranno e si occuperanno di spedirlo direttamente a casa di chi l’ha acquistato: il costo è  di 15 euro per ogni consulenza più le spese di spedizione.Finora, siamo riusciti ad assicurare prestazioni che lasciano soddisfatti sia noi che i clienti. I recenti dati sull’usato online, condotti da Doxa forniscono inoltre degli ottimi segnali che ci fanno ben sperare. In Italia questo segmento costituisce difatti l’1% del Pil con 18 miliardi di euro annui di giro d’affari.”

Avete un segreto per riuscire a muovervi agevolmente nel pantano economico italiano? Fate riferimento a dei canali particolari per promuovere Certy?

“Siamo un team che ha lavorato duro nel gettare le fondamenta e lo fa tuttora. Se dovessi individuare le chiavi delle prime soddisfazioni che pian piano stiamo raggiungendo, penserei alla tenacia e alla voglia di non arrenderci mai. Lavorare in gruppo, fare dei sacrifici non solo economici ma anche nel tempo libero sono altri punti di successo. La vera difficoltà è non abbattersi dinanzi agli errori commessi, ma bensì farne tesoro perfezionandosi. Per farci conoscere facciamo riferimento alla rete, attraverso i social network e l’apposito sito che ci identifica.”

Che possibilità di sviluppo ci sono per la vostra idea? Cosa consigli ai giovani sardi che come voi vorrebbero creare economia?

“Puntiamo a migliorarci ulteriormente, creando un mercato di vendita dell’usato certificato. Un mercato che abbracci vari comparti come quello delle auto, e non solo la telefonia mobile e gli accessori ad essa correlati. Alle nuove leve, consiglio di percorrere le proprie strade con coraggio e determinazione. Ormai il discorso del posto fisso sta scemando di anno in anno, e dare forma a delle idee buone e dinamiche può rivelarsi un’arma vincente da cui far ripartire la Sardegna.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online “Ad maiora media”. Lo puoi leggere cliccando sul seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/tecnologia-una-start-up-sarda-per-scoprire-le-truffe-negli-acquisti-on-line/

13876476_1067494109992904_4361831740499896443_n

BARBAGIA, Utilizzata dal Corriere della Sera come esempio di inciviltà: “Ennesima vergogna contro di noi”

13645070_10205117395253738_7907385110426643568_n

Una veduta di Belvì e Aritzo.

Cambia il copione, cambiano gli autori, ma la sostanza rimane sempre lo stessa: denigrare la Sardegna intera. Nelle scorse settimane, a finire sulla graticola ‘dell’intellighenzia 2.0′ della stampa italica era stata Grazia Deledda, al centro degli sfottò del giornalista del settimanale “L’Espresso”Alessandro Gilioli. Questa volta è toccato alla Barbagia, utilizzata impropriamente sul Corriere della Sera come metro di paragone del clima di violenza nella zona del lago di Como, dove è stata data alle fiamme l’auto del sindaco di un piccolo paese.

Partendo dalle dichiarazioni di un informatore anonimo, che lavorò in passato come investigatore nel Nuorese, il cronista Andrea Galli utilizza queste accuse, bollando la Barbagia come esempio di inciviltà, omertà e arretratezza culturale. Secondo la firma del quotidiano milanese, per i barbaricini sarebbe abitudine minacciare col fuoco gli amministratori che non si piegano ai loro desideri. Un paragone frutto di racconti anonimi e di mancate conoscenze del reale contesto geografico. Perciò, la comunità del territorio, nuovamente offesa, non ha esitato a protestare contro la sparata, alla quale non sono seguite le scuse, bensì una più semplice correzione nel titolo dell’articolo diffamatorio, che inizialmente era “Cascinali e auto dei sindci incendiati nella ‘Barbagia’ dell’Alto lago”.

“Si tratta di un’assurdità totale. – spiega Alessandro Corona, sindaco di AtzaraIl fatto che, come fonte primaria del pezzo, si rifaccia alle improbabili tesi di un testimone rimasto anonimo, certifica la qualità giornalistiche di Galli. Tutto contribuisce a dimostrare, inoltre, quanto egli stesso si faccia promotore di uno stile che descriva una pratica che non ci appartiene”. Gli fa eco il primo cittadino di Seulo, Andrea Murgia: “Ormai è diventato un classico usare la Sardegna solamente per disprezzarla. Certi individui non meritano neppure delle particolari considerazioni. L’unico invito che mi sento in dovere di fare a Galli è quello di venire in Barbagia, al fine di conoscere meglio un territorio a lui sconosciuto. Si renderà conto che siamo fatti di tutt’altra pasta da quella citata. Spiace veramente tanto constatare che non siano giunte delle scuse, vista anche l’autorevolezza del Corriere della Sera.”

Sulla stessa linea anche l’imprenditore forestale tonarese Giampiero Poddie: “Ci ritroviamo dinanzi all’ennesimo luogo comune di cattivo gusto, e al cosiddetto modo in cui veniamo visti dalla stampa nazionale. Le colpe non vanno imputate solamente al giornalista, ma in particolar modo al giornale che non ha nemmeno pubblicato alcune righe per scusarsi. Galli dimostra di non conoscere nulla sulla nostra zona. Diversamente, comprenderebbe che per la stragrande maggioranza è composta da persone perbene. Oltre a documentarsi maggiormente, gli suggerirei di leggere le recenti interviste a Gigi Riva, dove il grande campione parla della sua diffidenza iniziale verso la Sardegna e del successivo amore per il suo popolo. Da queste capirà, di come conoscendo nello specifico una determinata area, possano venir meno le sue pessime opinioni. Non ci tengo ad invitarlo a fare un salto da queste parti, da noi sono gradite solamente le persone che ci amano.”

Ed infine, il pittore olianese Paco Corrias: “E’ impensabile che il giornalismo dei nostri giorni faccia riferimento alle tendenze del passato. Nell’epoca del banditismo sardo ci fu infatti chi, tra le firme dei quotidiani nazionali propose di usare come rimedi il lanciafiamme o la bomba atomica, come se tutti i barbaricini fossero delinquenti. Se l’informazione si attesta ancora a certi livelli siamo messi proprio male. Nonostante in Barbagia si siano verificati attentati e intimidazioni nei confronti di sindaci e istituzioni in generale, va specificato che quest’area venga ormai vista solamente come sinonimo di ‘barbarie’. E’ surreale il fatto che chi non conosca la nostra terra abbia creato dei così dannosi pregiudizi nei nostri confronti. Gli atti intimidatori contro le istituzioni sono d’altronde presenti in tutta Italia e non soltanto in Sardegna.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato ieri sul giornale online “Ad maiora media”. Puoi leggerlo cliccando sul seguente link:http://notizie.admaioramedia.it/barbagia-utilizzata-dal-corriere-della-sera-come-esempio-di-incivilta-ennesima-vergogna-contro-di-noi/

BULLISMO, Video degli studenti di Tonara contro cyberbullismo: “Utilizzare la rete in modo corretto” (VIDEO)

img_6471

Il bullismo è da sempre un fenomeno critico, l’arrivo delle nuove tecnologie ha tuttavia contribuito a renderlo ancor più dilagante. Si è quindi diffuso abbandonando i vecchi metodi di denigrazione delle vittime, sposando il ‘progresso 2.0’. Le notizie che si rincorrono quotidianamente di pestaggi documentati con i cellulari o le foto finite sulla graticola del web ne sono un concreto esempio. In Sardegna la situazione non è diversa e le scuole si dimostrano di giorno in giorno il luogo prediletto in cui si annidano i bulli. Il recente fatto di Muravera (il filmato che documentava le minacce di morte e gli schiaffi di una 14enne ad una sua coetanea) è solamente la punta dell’iceberg.

Dinanzi ad un quadro allarmante, in cui gli interventi delle istituzioni si rivelano spesso insufficienti, ci sono istituti scolastici che decidono di combattere con determinazione questa piaga. E’ il caso della scuola media “Peppino Mereu” di Tonara, che nello scorso anno scolastico, attraverso il Comitato digitale (composto da una rappresentanza di studenti, docenti, genitori e personale specializzato della Asl), ha aderito ad un progetto pilota contro il cyberbullismo. A caratterizzarlo, oltre alle attività formative svolte in tutte le aule, nello stesso Comitato e tra i familiari, un interessante video montato con la tecnica ‘stop-motion’ capace di animare dei ritagli creati dagli alunni. Nel cortometraggio, realizzato con l’ausilio dell’insegnante di tecnica Serafina Soddu, i ragazzi della terza classe hanno voluto lanciare il loro messaggio ad abbandonare la rete, uscendo magari per una partita a calcio. L’idea (prima nel suo genere in tutta Italia) ha stupito e lasciato il segno. Dopo la prima presentazione, avvenuta a giugno nel comune barbaricino, nelle scorse settimane è stata realizzata a Nuoro durante il seminario “Identità virtuale e navigazione online a rischio”. Da Roma, inoltre, sono giunti gli inattesi elogi di Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia.

Tutto è nato da un percorso di formazione con le Asl e con Luca Pisano, psicologo esperto in materia – spiega Marinella Ariu, referente del consultorio familiare di Sorgono –  Dopo le spiegazioni su quelli che sono i danni arrecati dal bullismo e dal cyberbullismo è nata l’idea di formare, mediante i consultori familiari, i comitati digitali nelle aziende sanitarie. La nostra equipe ha quindi proposto alla scuola di Tonara il progetto ‘Comitati digitali scolastici’. Il responso del Dirigente scolastico e del corpo docente è stato positivo, portando così alla composizione del Comitato e dando il via a questa bellissima esperienza. Il lavoro dei ragazzi è stato ottimo, quello di docenti e  genitori idem.”

“Fondamentale – prosegue Ariu – si è rivelato il sostegno di Gesuina Cherchi, coordinatrice dei consultori della Asl di Nuoro. L’auspicio resta quello che la nuova  proposta di legge sul bullismo possa essere approvata quanto prima anche dal Senato. Ma soprattutto che le nuove leve possano utilizzare la rete in modo corretto, concentrandosi maggiormente sulla vita reale e sugli amici. Il lavoro proseguirà sia a Tonara che in altre scuole.”

img_6469

Gli fa eco la docente referente Tonina Lonzu: “Si tratta di un’iniziativa validissima, in quanto porta i giovani a riflettere sui danni creati da questa patologia. Importante si è dimostrata la sinergia che ha permesso a tutti i promotori di lavorare in maniera congiunta. La sensibilizzazione è stata continua ed ha dato i suoi frutti con un bel lavoro. Ciò che ci ha spinto ad accogliere la proposta dell’Asl è stato il fatto, che ci si trovi dinanzi ad una problematica sempre più presente nei nostri giorni. Con il cortometraggio si vuole inoltre dimostrare, che le vittime del cyberbullismo non sono sole, ma possono fare affidamento sulla famiglia, gli amici e la scuola. Le soddisfazioni a fine progetto sono state tante. Anche le famiglie degli alunni non hanno mancato di esprimere delle impressioni favorevoli. Il tutto avrà un futuro. Sarà cura della nostra scuola individuare dei nuovi ragazzi da inserire nel comitato digitale.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato in mattinata sul giornale online “Ad Maiora media”. Lo puoi trovare cliccando sul link sottostante:

BULLISMO, Video degli studenti di Tonara contro cyberbullismo: “Utilizzare la rete in modo corretto” (VIDEO)