SANITA’, Sospeso a Sorgono il servizio di medicina sportiva. Società calcistiche: “Ennesima tegola per il territorio”

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Un luogo ormai abbandonato a se stesso, senza il minimo interesse da parte delle istituzioni regionali e statali, che continuano ad attuare tagli in nome di una logica ragionieristica. Questa la situazione subita quotidianamente dai centri della Barbagia-Mandrolisai, già vessati da una serie di problemi, causa di un sempre più marcato decadimento.

Da ultimo, a generare nuovi disagi, la sospensione del servizio di medicina sportiva all’ospedale San Camillo di Sorgono, già disponibile per un solo giorno la settimana. Un’interruzione ‘temporanea’, come fanno sapere i vertici dell’Azienda sanitaria, e derivata dalle dimissioni del medico preposto allo svolgimento della stessa funzione. Tra lunghe attese per la predisposizione di una graduatoria che affidi nuovamente l’incarico e promesse di risolvere il caso, i problemi si moltiplicano e le società calcistiche di Ovodda, Meana Sardo, Sorgono e Tonara protestano: senza gli adeguati controlli medici, gli atleti tesserati non possono difatti praticare l’attività agonistica, e l’unica soluzione certa appare quella di spostarsi in altri presidi o affidarsi a strutture private per sottoporsi alle visite di rito, ovviamente con dispendiosi costi.

“Ormai da queste parti la schiera di tagli è vasta – tuona Giuseppe Sedda, presidente della Polisportiva Ovodda Continuando di questo passo, nei prossimi anni saremo ancor più ridotti all’osso. Non vorrei, che quella che viene ribattezzata come un’interruzione momentanea diventi definitiva, per questo ci vediamo fortemente preoccupati e non abbassiamo la guardia. Lo scorso ottobre avevo prenotato per una 30ina di nostri ragazzi delle visite, suddivise in tre turni. L’ultimo era fissato per il 29 dicembre. In tale data però, abbiamo trovato la porta dell’ambulatorio chiusa, a causa dell’assenza del medico. Dinanzi a questa assurdità, non abbiamo avuto altra scelta se non quella di prenotare i giovani a Nuoro, e sospendere per protesta la partita dei giovanissimi provinciali contro il Sorgono, e quella degli allievi provinciali con il Bardia. Il tutto per lanciare un messaggio forte e deciso, capace di scuotere non solo gli animi nel panorama sportivo, ma anche fra tutta la popolazione comprensoriale. E’ impensabile, che per poter sostenere dei controlli di routine si debbano percorrere diversi chilometri e non recarsi nel nostro territorio come  finora è avvenuto.”

“Se l’attuale condizione dovesse perdurare – prosegue Sedda ci dovremo accollare delle spese non indifferenti pur di poter scendere in campo e proseguire il campionato, e il tutto potrebbe portarci a ritirarci da questo per un chiaro malcontento.  Alla luce di ciò chiediamo alla Figc Sardegna, ai sindaci e alle squadre circondariali, ma sopratutto ai cittadini di unirsi a noi in questa sacrosanta battaglia che tocca non solo gli atleti ma tutti gli utenti. L’auspicio resta che la politica mostri un impegno incisivo, contribuendo a rimettere in piedi quanto prima il servizio.”

Gli fa eco Franco Pes, presidente del Meana Sardo: “Anche la nostra compagine paga il prezzo di questo momento, trovandosi con alcuni giocatori senza gli adeguati certificati. Abbiamo per questo deciso, di associarci in una giusta mobilitazione al fine di tutelare non solo le società e i ragazzi, ma anche un servizio fondamentale per tutta la Barbagia-Mandrolisai. Domenica scorsa in accordo con il Tonara calcio non abbiamo giocato la gara dei giovanissimi provinciali. Speriamo che si giunga presto a una soluzione. Ulteriori trasferte per visite specialistiche sarebbero una mazzata. Gli organi preposti devono per questo dare delle risposte concrete e adoperarsi affinché venga fatto tutto il possibile. Ma soprattutto, le altre realtà sportive dei paesi limitrofi ci devono supportare in una sfida per il diritto alla sanità. Così come tutte le amministrazioni comunali e la popolazione. Solo uniti possiamo preservare ciò che amiamo.”

Giorgio Ignazio Onano

(Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online Admaioramedia.it)

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L’ospedale San Camillo di Sorgono.

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TECNOLOGIA, Una start-up sarda per scoprire le truffe negli acquisti on line

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Da sx Riccardo Sanna e Antonio Masini. 

Esiste una Sardegna fatta di giovani che, nonostante le innumerevoli difficoltà, non si arrendono e creano realtà imprenditoriali. E’ l’esempio della start-up contro le truffe in rete “Certy”, fondata nel 2015 da Riccardo Sanna, 26 anni di Belvì, studente all’Istituto Europeo di Design a Cagliari, e Antonio Masini, 27 anni di Fonni, studente di Scienze della Comunicazione nell’ateneo cagliaritano. Una pensata virtuosa, capace di rappresentare un’eccellenza non solo a livello regionale ma anche nazionale, essendo la prima del suo genere in Italia. Ma soprattutto una compagine under 30, a cui si aggiungono Emanuele Sogus di Gonnosfanadiga e Marco Vacca di Nuoro, entrambi 27enni, rispettivamente studente universitario di informatica e tecnico Apple nonché responsabile dei centri Certy.

“E’ nato dal bisogno di risparmiare e sentirsi sicuri acquistando in rete spiega Riccardo Sanna, amministratore di Certy Il problema si presentava quando diversi articoli tecnologici, ma anche legati alla mia passione per la fotografia, che trovavo su vari siti risultavano di dubbia provenienza. Inoltre mancava la descrizione completa su prodotto e venditore. Partendo da queste considerazioni e con lo scopo di evitare dei raggiri, già nel 2014 ne parlai con Antonio, ora responsabile operativo, e insieme pensammo di creare un qualcosa che potesse certificare gli acquisti nel web. Prese così forma l’idea di Certy, che da poco più di un anno a questa parte è già attiva sul mercato.”

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Che difficoltà avete incontrato? 

“Varie. Quando abbiamo iniziato il nostro percorso, non abbiamo ricevuto nessun aiuto dalle istituzioni, che purtroppo mostrano poco interesse verso nuove forme di economia. Dinanzi a questi silenzi, rincuora il fatto che qualche ente regionale si stia attivando nel predisporre dei bandi ad hoc per nuove realtà. La maggior parte del sostegno è infatti di matrice privata, nonostante la nostra sia un’isola con un forte numero di start-up di ottimo livello. Nelle svolgimento delle attività, ci scontriamo tra l’altro con truffatori sempre più sofisticati nel raggiungere i loro scopi. Se prima veniva ordinato un oggetto e questo non giungeva a destinazione, ora si aggiungono anche le clonazioni delle carte di credito e la sottrazione indebita dei dati personali.”

Come funzionano i vostri servizi?

“Per ora, sono legati solamente ai telefoni Apple. Per le consulenze, ci affianchiamo ai centri della stessa azienda presenti nell’isola e in diverse zone della penisola. Ad oggi contiamo su 30 punti affiliati in tutta Italia, di cui quattro in Sardegna: due a Cagliari, uno a Sassari e uno a Olbia. Una volta trovato l’oggetto che si intende acquistare nei vari siti di vendita, si valuta il prezzo migliore e si copia il link dell’annuncio prescelto nel sito Certy. Successivamente, i consulenti del CertyPoint della città in cui si trova l’oggetto, lo controlleranno al posto dell’acquirente, verificando se è realmente un buon affare. Per chi lo desidera, i consulenti potranno anche prendersi carico dell’oggetto appena recensito, lo sigilleranno e si occuperanno di spedirlo direttamente a casa di chi l’ha acquistato: il costo è  di 15 euro per ogni consulenza più le spese di spedizione.Finora, siamo riusciti ad assicurare prestazioni che lasciano soddisfatti sia noi che i clienti. I recenti dati sull’usato online, condotti da Doxa forniscono inoltre degli ottimi segnali che ci fanno ben sperare. In Italia questo segmento costituisce difatti l’1% del Pil con 18 miliardi di euro annui di giro d’affari.”

Avete un segreto per riuscire a muovervi agevolmente nel pantano economico italiano? Fate riferimento a dei canali particolari per promuovere Certy?

“Siamo un team che ha lavorato duro nel gettare le fondamenta e lo fa tuttora. Se dovessi individuare le chiavi delle prime soddisfazioni che pian piano stiamo raggiungendo, penserei alla tenacia e alla voglia di non arrenderci mai. Lavorare in gruppo, fare dei sacrifici non solo economici ma anche nel tempo libero sono altri punti di successo. La vera difficoltà è non abbattersi dinanzi agli errori commessi, ma bensì farne tesoro perfezionandosi. Per farci conoscere facciamo riferimento alla rete, attraverso i social network e l’apposito sito che ci identifica.”

Che possibilità di sviluppo ci sono per la vostra idea? Cosa consigli ai giovani sardi che come voi vorrebbero creare economia?

“Puntiamo a migliorarci ulteriormente, creando un mercato di vendita dell’usato certificato. Un mercato che abbracci vari comparti come quello delle auto, e non solo la telefonia mobile e gli accessori ad essa correlati. Alle nuove leve, consiglio di percorrere le proprie strade con coraggio e determinazione. Ormai il discorso del posto fisso sta scemando di anno in anno, e dare forma a delle idee buone e dinamiche può rivelarsi un’arma vincente da cui far ripartire la Sardegna.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul quotidiano online “Ad maiora media”. Lo puoi leggere cliccando sul seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/tecnologia-una-start-up-sarda-per-scoprire-le-truffe-negli-acquisti-on-line/

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BARBAGIA, Utilizzata dal Corriere della Sera come esempio di inciviltà: “Ennesima vergogna contro di noi”

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Una veduta di Belvì e Aritzo.

Cambia il copione, cambiano gli autori, ma la sostanza rimane sempre lo stessa: denigrare la Sardegna intera. Nelle scorse settimane, a finire sulla graticola ‘dell’intellighenzia 2.0′ della stampa italica era stata Grazia Deledda, al centro degli sfottò del giornalista del settimanale “L’Espresso”Alessandro Gilioli. Questa volta è toccato alla Barbagia, utilizzata impropriamente sul Corriere della Sera come metro di paragone del clima di violenza nella zona del lago di Como, dove è stata data alle fiamme l’auto del sindaco di un piccolo paese.

Partendo dalle dichiarazioni di un informatore anonimo, che lavorò in passato come investigatore nel Nuorese, il cronista Andrea Galli utilizza queste accuse, bollando la Barbagia come esempio di inciviltà, omertà e arretratezza culturale. Secondo la firma del quotidiano milanese, per i barbaricini sarebbe abitudine minacciare col fuoco gli amministratori che non si piegano ai loro desideri. Un paragone frutto di racconti anonimi e di mancate conoscenze del reale contesto geografico. Perciò, la comunità del territorio, nuovamente offesa, non ha esitato a protestare contro la sparata, alla quale non sono seguite le scuse, bensì una più semplice correzione nel titolo dell’articolo diffamatorio, che inizialmente era “Cascinali e auto dei sindci incendiati nella ‘Barbagia’ dell’Alto lago”.

“Si tratta di un’assurdità totale. – spiega Alessandro Corona, sindaco di AtzaraIl fatto che, come fonte primaria del pezzo, si rifaccia alle improbabili tesi di un testimone rimasto anonimo, certifica la qualità giornalistiche di Galli. Tutto contribuisce a dimostrare, inoltre, quanto egli stesso si faccia promotore di uno stile che descriva una pratica che non ci appartiene”. Gli fa eco il primo cittadino di Seulo, Andrea Murgia: “Ormai è diventato un classico usare la Sardegna solamente per disprezzarla. Certi individui non meritano neppure delle particolari considerazioni. L’unico invito che mi sento in dovere di fare a Galli è quello di venire in Barbagia, al fine di conoscere meglio un territorio a lui sconosciuto. Si renderà conto che siamo fatti di tutt’altra pasta da quella citata. Spiace veramente tanto constatare che non siano giunte delle scuse, vista anche l’autorevolezza del Corriere della Sera.”

Sulla stessa linea anche l’imprenditore forestale tonarese Giampiero Poddie: “Ci ritroviamo dinanzi all’ennesimo luogo comune di cattivo gusto, e al cosiddetto modo in cui veniamo visti dalla stampa nazionale. Le colpe non vanno imputate solamente al giornalista, ma in particolar modo al giornale che non ha nemmeno pubblicato alcune righe per scusarsi. Galli dimostra di non conoscere nulla sulla nostra zona. Diversamente, comprenderebbe che per la stragrande maggioranza è composta da persone perbene. Oltre a documentarsi maggiormente, gli suggerirei di leggere le recenti interviste a Gigi Riva, dove il grande campione parla della sua diffidenza iniziale verso la Sardegna e del successivo amore per il suo popolo. Da queste capirà, di come conoscendo nello specifico una determinata area, possano venir meno le sue pessime opinioni. Non ci tengo ad invitarlo a fare un salto da queste parti, da noi sono gradite solamente le persone che ci amano.”

Ed infine, il pittore olianese Paco Corrias: “E’ impensabile che il giornalismo dei nostri giorni faccia riferimento alle tendenze del passato. Nell’epoca del banditismo sardo ci fu infatti chi, tra le firme dei quotidiani nazionali propose di usare come rimedi il lanciafiamme o la bomba atomica, come se tutti i barbaricini fossero delinquenti. Se l’informazione si attesta ancora a certi livelli siamo messi proprio male. Nonostante in Barbagia si siano verificati attentati e intimidazioni nei confronti di sindaci e istituzioni in generale, va specificato che quest’area venga ormai vista solamente come sinonimo di ‘barbarie’. E’ surreale il fatto che chi non conosca la nostra terra abbia creato dei così dannosi pregiudizi nei nostri confronti. Gli atti intimidatori contro le istituzioni sono d’altronde presenti in tutta Italia e non soltanto in Sardegna.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato ieri sul giornale online “Ad maiora media”. Puoi leggerlo cliccando sul seguente link:http://notizie.admaioramedia.it/barbagia-utilizzata-dal-corriere-della-sera-come-esempio-di-incivilta-ennesima-vergogna-contro-di-noi/

BULLISMO, Video degli studenti di Tonara contro cyberbullismo: “Utilizzare la rete in modo corretto” (VIDEO)

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Il bullismo è da sempre un fenomeno critico, l’arrivo delle nuove tecnologie ha tuttavia contribuito a renderlo ancor più dilagante. Si è quindi diffuso abbandonando i vecchi metodi di denigrazione delle vittime, sposando il ‘progresso 2.0’. Le notizie che si rincorrono quotidianamente di pestaggi documentati con i cellulari o le foto finite sulla graticola del web ne sono un concreto esempio. In Sardegna la situazione non è diversa e le scuole si dimostrano di giorno in giorno il luogo prediletto in cui si annidano i bulli. Il recente fatto di Muravera (il filmato che documentava le minacce di morte e gli schiaffi di una 14enne ad una sua coetanea) è solamente la punta dell’iceberg.

Dinanzi ad un quadro allarmante, in cui gli interventi delle istituzioni si rivelano spesso insufficienti, ci sono istituti scolastici che decidono di combattere con determinazione questa piaga. E’ il caso della scuola media “Peppino Mereu” di Tonara, che nello scorso anno scolastico, attraverso il Comitato digitale (composto da una rappresentanza di studenti, docenti, genitori e personale specializzato della Asl), ha aderito ad un progetto pilota contro il cyberbullismo. A caratterizzarlo, oltre alle attività formative svolte in tutte le aule, nello stesso Comitato e tra i familiari, un interessante video montato con la tecnica ‘stop-motion’ capace di animare dei ritagli creati dagli alunni. Nel cortometraggio, realizzato con l’ausilio dell’insegnante di tecnica Serafina Soddu, i ragazzi della terza classe hanno voluto lanciare il loro messaggio ad abbandonare la rete, uscendo magari per una partita a calcio. L’idea (prima nel suo genere in tutta Italia) ha stupito e lasciato il segno. Dopo la prima presentazione, avvenuta a giugno nel comune barbaricino, nelle scorse settimane è stata realizzata a Nuoro durante il seminario “Identità virtuale e navigazione online a rischio”. Da Roma, inoltre, sono giunti gli inattesi elogi di Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia.

Tutto è nato da un percorso di formazione con le Asl e con Luca Pisano, psicologo esperto in materia – spiega Marinella Ariu, referente del consultorio familiare di Sorgono –  Dopo le spiegazioni su quelli che sono i danni arrecati dal bullismo e dal cyberbullismo è nata l’idea di formare, mediante i consultori familiari, i comitati digitali nelle aziende sanitarie. La nostra equipe ha quindi proposto alla scuola di Tonara il progetto ‘Comitati digitali scolastici’. Il responso del Dirigente scolastico e del corpo docente è stato positivo, portando così alla composizione del Comitato e dando il via a questa bellissima esperienza. Il lavoro dei ragazzi è stato ottimo, quello di docenti e  genitori idem.”

“Fondamentale – prosegue Ariu – si è rivelato il sostegno di Gesuina Cherchi, coordinatrice dei consultori della Asl di Nuoro. L’auspicio resta quello che la nuova  proposta di legge sul bullismo possa essere approvata quanto prima anche dal Senato. Ma soprattutto che le nuove leve possano utilizzare la rete in modo corretto, concentrandosi maggiormente sulla vita reale e sugli amici. Il lavoro proseguirà sia a Tonara che in altre scuole.”

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Gli fa eco la docente referente Tonina Lonzu: “Si tratta di un’iniziativa validissima, in quanto porta i giovani a riflettere sui danni creati da questa patologia. Importante si è dimostrata la sinergia che ha permesso a tutti i promotori di lavorare in maniera congiunta. La sensibilizzazione è stata continua ed ha dato i suoi frutti con un bel lavoro. Ciò che ci ha spinto ad accogliere la proposta dell’Asl è stato il fatto, che ci si trovi dinanzi ad una problematica sempre più presente nei nostri giorni. Con il cortometraggio si vuole inoltre dimostrare, che le vittime del cyberbullismo non sono sole, ma possono fare affidamento sulla famiglia, gli amici e la scuola. Le soddisfazioni a fine progetto sono state tante. Anche le famiglie degli alunni non hanno mancato di esprimere delle impressioni favorevoli. Il tutto avrà un futuro. Sarà cura della nostra scuola individuare dei nuovi ragazzi da inserire nel comitato digitale.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato in mattinata sul giornale online “Ad Maiora media”. Lo puoi trovare cliccando sul link sottostante:

BULLISMO, Video degli studenti di Tonara contro cyberbullismo: “Utilizzare la rete in modo corretto” (VIDEO)

DIPENDENZE, Rosalba Cicalò (Serd Nuoro): “Con il poliabuso c’è un cambiamento totale rispetto al passato”

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Le dipendenze sono una piaga sempre più diffusa, specie nei territori periferici e isolati, come il Nuorese, dove è alta la percentuale di coloro che, oltre a fare abuso di alcool e tabacco, trovano nelle sostanze stupefacenti e nella ludopatia un facile approdo. Ad essere più vulnerabili soprattutto le nuove generazioni,  come dimostrano le ultime indagini condotte nel 2012 dall’European school project on alcohol and other drugs. I giovani risultano, infatti, in cima alla classifica nazionale per utilizzo di droghe: cocaina (3,2%), cannabis (24%) e eroina (3,2%). Come se non bastasse, anche nei consumi di alcolici (37%) e tabacco (28,4%). Non da meno il sondaggio Dataninja del 2015 sul gioco d’azzardo, che vede l’ennesimo primato sardo di 22 slot machine ogni 100.000 abitanti. E pazienza se l’ultimo rapporto regionale sulle dipendenze è fermo al 2008, ad intervallarsi ormai sono solamente tristi record.

“Stabilire delle statistiche specifiche per ogni singola patologia è complesso. – spiega Rosalba Cicalò, direttrice del Serd dell’Asl di Nuoro – Per via del numeroso e crescente sommerso, che è impossibile quantificare. Ad oggi sono in cura circa 870 pazienti nelle nostre quattro strutture provinciali. Ognuna di queste si distingue poi dall’altra. A Nuoro vengono curati maggiormente i soggetti affetti da problemi di alcolismo, una fascia di utenti cronici che fanno uso di altre sostanze e una piccola percentuale di giovani che fanno abuso di eroina. A Sorgono in larga percentuale alcolisti, a Siniscola e Macomer le tossicodipendenze.”

Come sono cambiate le dipendenze rispetto al passato?

“Se pensiamo agli anni ’90 ci rendiamo conto che il cambiamento è stato totale. In quei decenni si faceva prevalentemente eccesso di eroina. Oggi invece la tendenza è diversa, in quanto non solo si è tornati a fare uso della stessa eroina ma è in crescita il poliabuso. Ovvero, il consumo di più sostanze contemporaneamente. Dalle classiche bevute, si passa prima alla cocaina e successivamente all’eroina. Inoltre anche grazie a internet, molte droghe, specie quelle sintetiche vengono acquistate in rete. Ma soprattutto è allarmante il fatto, che tra le nuove leve si inizi a bere già dai 13 anni, con consumi di alcool protratti per più volte al mese. Stesso discorso per il fumo. Nei piccoli e grandi centri si aggiunge tra l’altro, il nuovo incubo delle ludopatie, capace di creare seri danni nel tessuto sociale, economico e familiare.”

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Quali rischi per la salute?

“Le complicanze sono elevate. Non c’è da stare tranquilli, se pensiamo che anche per quanto concerne le cannabis giungono spesso segnalazioni di decessi da tutta Europa. Non è un caso difatti, che il potenziale d’azione della marijuana sia 200 volte superiore rispetto ai decenni scorsi. Tali sostanze sono ormai geneticamente modificate, con un rilascio di complicanze sul corpo non immediato. In primo luogo vengono compromesse le attività cognitive, in una seconda fase gli interessi fino ad isolarsi dalla società e ad essere amicali. Ma soprattutto vi sono delle ripercussioni nella rendita in ambito lavorativo o di studio. Con la cocaina e l’eroina sopraggiungono in più delle malattie gravi come aids, cardiopatie e epatite. Non vanno sottovalutati inoltre, i danni al sistema gastroenterico causati dall’alcolismo o ai polmoni e alle vie aeree per il tabagismo.”

Chi guarisce dalle dipendenze poi collabora con voi, aiutando chi si trova ancora in difficoltà?

 “Si soprattutto in ambito algologico. Esistono infatti vari gruppi che operano su tutto il territorio provinciale, in cui le famiglie dei pazienti che hanno già affrontato il problema offrono il loro aiuto alle nuove. Anche per quanto concerne il gioco d’azzardo e il tabagismo vengono appositamente ideate della terapie di gruppo. Nonostante ciò talvolta, si verificano casi di rifiuto o scarso approccio a curarsi. Ogni anno come Serd organizziamo varie iniziative e convegni con relatori di spicco, spesso coinvolgendo anche i giovani e le scuole. La partecipazione si dimostra soddisfacente con un’importante contributo alla causa di sensibilizzazione.”

Come si può evitare la dipendenza delle nuove tecnologie, senza rinunciarvi?

“Limitarne l’utilizzo in determinate fasce orarie e solamente in casi di necessità sarebbe l’ideale. Per i più piccoli invece, le buone lezioni sull’utilizzo di telefonini, ipad e computer dovrebbero iniziare già da casa. E’ assurdo il fatto che già dall’età infantile, in tanti posseggano queste apparecchiature, facendone un uso di certo non formativo. Affiancare con diligenza dei giochi utili nella crescita si rivelerebbe più opportuno. I bambini crescerebbero meglio e meno schiavi di certi strumenti.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato ieri sul quotidiano online Ad Maiora media:  http://notizie.admaioramedia.it/dipendenze-rosalba-cicalo-serd-nuoro-con-il-poliabuso-ce-un-cambiamento-totale-rispetto-al-passato/

AUTUNNO IN BARBAGIA, diramato il calendario 2016. Inizia Bitti, chiude Orune.

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Un edizione di “Autunno in Barbagia” a Belvì.

E’ stato diramato nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’Aspen, il calendario dalle 16^ edizione di “Autunno in Barbagia”. La rinomata manifestazione rappresenta ormai, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno nei 28 centri aderenti della Provincia di Nuoro. Nelle date prefissate, un gran numero di turisti raggiunge i paesi facenti parte del circuito, apprezzandone peculiarità e tradizioni.

A partire da settembre fino a dicembre, ogni weekend si potranno conoscere due diversi comuni attraverso delle tipiche mostre allestite nelle viuzze dei centri storici e nelle corti. In vetrina le specialità enogastronomiche, l’artigianato, l’ambiente, il folklore. L’evento apprezzato anche nella Penisola e all’estero, vuole essere inoltre un mezzo di promozione delle zone interne dell’isola, tanto dimenticate quanto non pienamente valorizzare nel pieno delle loro potenzialità.

Ecco il calendario degli appuntamenti:

BITTI: 2 . 3 . 4 Settembre

OLIENA: 9 . 10 . 11 Settembre

DORGALI: 16 . 17 . 18 Settembre

SARULE: 17 . 18 Settembre

AUSTIS: 23 . 24 . 25 Settembre

ORANI:  24 . 25 Settembre

LULA: 30 Settembre – 1 . 2 Ottobre

TONARA: 1 . 2 Ottobre

GAVOI: 7 . 8 . 9 Ottobre

MEANA SARDO: 7 . 8 . 9 Ottobre

ONANÌ: 8 . 9 Ottobre

ORGOSOLO: 15 . 16 Ottobre

LOLLOVE: 15 . 16 Ottobre

SORGONO: 21 . 22 . 23 Ottobre

BELVÌ: 22 . 23 Ottobre

ARITZO: 29 . 30 Ottobre

DESULO: 29 . 30 . 31 Ottobre – 1 Novembre

OVODDA: 4 . 5 . 6 Novembre

MAMOIADA:4 . 5 . 6 Novembre

NUORO: 11 . 12 . 13 Novembre

TIANA: 11 . 12 . 13 Novembre

OLZAI: 19 . 20 Novembre

ATZARA: 19 . 20 Novembre

OLLOLAI: 25 . 26 . 27 Novembre

GADONI: 2 . 3 . 4 Dicembre

TETI: 3 . 4 Dicembre

FONNI: 8 . 9 . 10 . 11 Dicembre

ORUNE 16. 17. 18 Dicembre

Giorgio Ignazio Onano

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SEULO, Oggi l’escursione di Andalas. Sindaco Murgia e organizzatori: “Importante vetrina per la nostra comunità”

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Tutto pronto a Seulo dove è grande l’attesa per “Andalas”, manifestazione escursionistica di promozione e tutela dell’alta valle del Flumendosa, giunta quest’anno alla XXII^ edizione. L’evento in calendario per oggi è dal 1994, il ritrovo abituale di appassionati di trekking non solo del paese barbaricino ma anche di svariate zone dell’isola. Ad organizzare la pensata il comitato spontaneo dell’omonima associazione.

Immutata rispetto agli anni precedenti la formula del programma. Per gli iscritti la sveglia suonerà presto, e dopo il ritrovo fissato nei giardini pubblici e nella chiesa di Santa Barbara (ore 7,00) la partenza verso l’area di imboccatura del sentiero (8,00). Da qui il proseguimento in gruppi, che accompagnati dalle guide percorreranno delle suggestive mulattiere, fino ad arrivare alle piscine di “Forau Murgia” (10,30 ca).

Alla conclusione della sosta e del bagno al fiume, la risalita passando per un percorso alternativo. A vigilare lungo il tragitto i volontari del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, che festeggeranno proprio oggi i 50 anni di attività. Dopo il ritorno al punto di inizio della camminata, l’avvio in auto verso la località Sa Funtana ‘e su Prediper il pranzo tipico (ore 13,00 ca). A partire dalle 16, spazio alla musica e ai balli sardi in compagna di “Dj Gigio”. Per i più piccoli sarà invece predisposto un apposito percorso dotato di ponte tibetano. Di particolare rilevanza lo sfondo sociale della giornata. La manifestazione è infatti no profit e il ricavato verrà in gran parte devoluto ad un’associazione del Nepal, attiva nella ricostruzione della valle del Langtang colpita dal terremoto del 2015.

Andalas rappresenta per il nostro comune un’importante iniziativa, volta a promuovere non solo il territorio comunale, ma anche a valorizzare i prodotti tipici della tradizione enogastronomica. – spiega Enrico Murgia, sindaco di SeuloGli escursionisti che vi prenderanno parte avranno modo di visitare dei luoghi selvaggi in sicurezza, grazie al fondamentale sostegno dello staff e del Soccorso Alpino. E’ una bella soddisfazione vedere che le edizioni finora svoltesi abbiamo riscosso un grande successo e un senso di soddisfazione tra gli interessati. Tutte le manifestazioni ideate nel nostro paese, si fondano su una straordinaria forma di volontariato e solidarietà. Caratteristiche queste ultime, che da sempre contraddistinguono i seulesi.”

Gli fa eco Silvia Porru, Presidente di Andalas: “Gli ultimi ritocchi procedono abbastanza bene. E’ da ritenersi estremamente positiva la presenza nel gruppo promotore, non solo di nostri concittadini ma anche di amici provenienti da tutta la Sardegna. Va salutata con piacere anche la collaborazione con il Soccorso Alpino, che da anni non manca di essere presente. Tutto il nostro comitato pagherà il biglietto per concorrere nella causa benefica che ci anima. Rispetto allo scorso anno abbiamo registrato un netto aumento delle iscrizioni: saremo infatti circa 1300. Gli obiettivi restano quelli di regalare una giornata all’aria aperta e all’insegna dell’ospitalità, in cui sia possibile apprezzare i nostri paesaggi. Non per ultimo, aiutare chi è  in difficoltà come appunto la popolazione nepalese.”

 Giorgio Ignazio Onano

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